MY SON, MY SON, WHAT HAVE YE DONE

Posted on 2 novembre 2010 di

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Ho appena finito di vedere un film. Lo aspettavo da tanto.

E’ l’ultima fatica partorita da quel genio controverso di Werner Herzog, affiancato dal maestro dell’onirico, David Lynch (qui in veste di produttore esecutivo), per raccontare un fatto di cronaca nera realmente accaduto.

Un matricidio avvenuto negli Stati Uniti per mano di un folle.

Creando un parallelismo con la tragedia greca dell’“Oreste” di Sofocle, in cui anch’egli aveva ucciso la madre Clitemnestra per spezzare una sorta di catena d’infamia che teneva legate tra di loro migliaia di generazioni da sempre affogate nel sangue, il regista crea un’opera nerissima, semplice e diretta, ma nel contempo conturbante, in cui le chiavi di lettura sono molteplici e i momenti di intensa perplessità suscitabili nel pubblico sono tanti (come i ricorrenti momenti di staticità, a cui gli attori, senza apparente motivo, sembrano costretti in certe scene, o come le parole criptiche dell’assassino), e accompagnata da una colonna sonora bellissima ma di tanto in tanto fuori luogo. Il tutto concentrato in meno di novanta minuti.

La pellicola, dopo esser stata il film a sopresa della 61′ mostra del cinema di Venezia, non è quasi nemmeno stata distribuita in Italia, ovviamente. Ed è un peccato, per la qualità degli attori (un bravissimo Michael Shannon, Wilem Dafoe, Chloe Sevigny e l’attrice feticcio di Lynch, Grace Zabriskie) e per il valore della stessa.

Pensavo di dire la mia su questo film dopo averci dormito sopra la notte, ma ho pensato che sarebbe stato meglio esprimere tutto subito e di getto, come ha fatto il protagonista mentre ha affondato nella carne la sua lunga spada.

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Posted in: Cinema