I trash maniaci

Posted on 14 ottobre 2010 di

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Un tempo, quando ancora il mondo era un posto da scoprire, i viaggiatori avevano la simpatica abitudine di tornare nelle proprie calde e civilissime case portando con sé il meglio dell’esoticità locale. Gli strani oggetti di altri continenti stavano sulle mensole dei loro ordinati salotti borghesi come un vanto e come un monito: quelli erano i prodotti di un’altra umanità, un umanità certo considerata inferiore, quasi bestiale, ma proprio per questo affascinante, e soprattutto strana. Oggi il mondo, si sa, si è fatto più piccolo: possiamo raggiungere con una certa facilità qualsiasi angolo di mondo, e sentir dire a qualcuno di essere stato in Australia, in Kenya o in Indocina non ci evoca più visioni di luoghi inesplorati e misteriosi. Anche l’umanità si è fatta, per così dire, più stretta: pur conservando vaghi caratteri originali, la maggior parte dei popoli si è adeguato al modello occidentale di vita. È quasi impossibile trovare qualcuno che non conosca la Coca Cola, o che non sappia cos’è una televisione. Ma il gusto per la stranezza, per l’incongruo, per lo stato semi-bestiale o , meglio, diversamente umano, è restato. E si manifesta nel gusto che individui con il QI “superiore a quello di una salamandra” (cit) esprimono per i fenomeni che rientrano nella categoria del ‘trash’. Quest’etichetta- come tutte le etichette- è vaga ed elastica, e può comprendere in sé infiniti tipi di umane manifestazioni. Ma due sono i requisiti essenziali per entrare nelle “bacheche” dei collezionisti del genere:

1. obiettivo cattivo gusto
2. involontaria comicità

Vi potrebbe stupire la capacità dei trash maniaci di mimetizzarsi. Di solito questi atipici collezionisti sono persone all’apparenza del tutto normali, e che anzi manifestano una certa sensibilità per espressioni culturali più raffinate- se mi passate il termine. Potrebbe nascondersi un trash-maniaco sotto il vostro compagno di corso con cui avete appena parlato di Spinoza, o sotto il simpatico giovane con cui avete dissertato per un ora sull’ evoluzione artistica di un semisconosciuto gruppo new wave. Non lasciatevi ingannare: costoro hanno consistenti scheletri nell’armadio, fatti di pailettes, lenti, icone gay, follia e sagre di paese. D’altra parte, non si può considerare la trashmania dilagante come l’evoluzione contemporanea di quel ‘gusto dell’orrido’ che ha sempre percorso sotterraneamente l’arte dei secoli passati? (Forse no, ma ci piace pensarlo)

E, a titolo dimostrativo, si offre di seguito un antologia delle migliori chicche trash della cultura italiana, spaziando dagli anni Settanta al presente. Frutto di mesi di ricerca, disponibile per voi. Chissà che la trashmania non vi contagi.

CANZONI:

• DISCOGRAFIA DI MARIA SOLE: innumerevoli le chicche offerte da questa dimenticata cantante degli anni ’70, con temi che spaziano dalla cantilena orecchiabile per i primi trenta secondi- prima di diventare estremamente irritante (Sono a far pipì), a tentativi di impegno sociale mal riusciti (Compagni), fino a derive pseudoavanguardistiche che diventano inni deliranti e irresistibile (immancabile: Pelo Potere). Da segnalare anche ‘Ho il sesso pronto pronto e il seno gonfio gonfio’ e ‘Regnè gnegnè gnegnè’

• FRANCA LAI, W IL VIAGRA. Imperdibile esibizione (disponibile in video su YouTube) di questa presentatrice di tv locale che si dà alla musica con una canzone melodica e disimpegnata- come minimo. Testo ben congegnato, esibizione imperdibile. Da segnalare anche il programma ‘Musica è’, condotto dalla suddetta, in cui si esibiscono sulle note di lenti e musica popolare ‘artisti’ con composizioni ‘originali’ (vedi Quando scappa scappa).

• VALERIA ROSSI, LUNA DI LANA. Dall’autrice di Tre parole (meglio nota come sole,cuore,amore) una perla che gioca sulle parole. Stupidamente.

• MARIA GIOVANNA ELMI, AMELIA. Una ex signorina Buonasera (!) che descrive soavemente (stonature a parte) la violenza inflitta all’amica trovata a letto con il suo fidanzato.

• PREDICHIAMO CRISTO, HOLY GENERATION. Ingredienti: una manciata di giovani mentalmente deboli+ un oratorio+un po’ di cultura rap d’importazione= Holy Generation. Questa canzone è probabilmente l’apice della produzione, ma la discografia è esilarante.

• DISCOGRAFIA DI IMMANUEL CASTO. A metà strada tra un genio e un folle, Immanuel Casto, cantautore, si propone di abbattere i tabù sessuali e la moralità ipocrita della società. E lo fa con perle come Anal Beat, 50 bocca 100 amore e la fresca Escort 25.

FILM:

• PARENTESI TONDE (2006). Un cast che è tutta una promessa, tra cui figurano Raffaella Lecciso, Giucas Casella, Flavia Vento, Eva Henger, Patrizia De Blanck, Karim Capuan. Se credete di aver visto il peggio della recitazione, dovrete ricredervi. Improponibili ed esilaranti le protagoniste: il viso di Raffaella Lecciso è più inespressivo di una statua di marmo, mentre la recitazione di Francesca d’Auria è alla ricerca dell’ammiccamento alla telecamera. Fantastico.

• ALEX L’ARIETE (2000). Alberto Tomba cerca di reinventarsi attore nei panni del poliziotto tutto d’un pezzo (senza riuscirci, complice il suo accento improbabile) e Michelle Hunziker tenta di inventarsi attrice (con lo stesso esito comico). Esilaranti momenti di tenerezza tra i due.

• FILMOGRAFIA DI MOCCIA. Se come scrittore è pessimo, come regista è peggio. Vedere per credere- soprattutto Amore 14. Sceneggiatura a dir poco imbarazzante, attrici protagoniste assolutamente insopportabili, situazioni surreali. Chicca per esperti: in Amore 14, quando si vedono le ultime pagine del libro del fratello, si nota un evidente errore di sintassi.

LIBRI:

• L’OTTAVA VITA, LICIA COLO’. Premettendo l’affetto per lei, e la tenerezza che ispira la sua infinita ingenuità, non puoi scrivere un libro sulla tua gattina morta senza finire in questa antologia. Proprio non puoi. Da segnalare la copertina, con tutti gli studiati risvolti metafisici.

• POLENTA DI CASTAGNE, IVA ZANICCHI. Citazione honoris causa per il titolo colorito.

PROGRAMMI TELEVISIVI :

• CUORE DI MAMMA (Rai 2, pomeriggio). Come scegliere il partner giusto per la propria figliola? Ma semplice, partecipando a cuore di mamma! Comprese nel prezzo prove di intelligenza e momenti imbarazzanti. Dulcis in fundo: presenta Amadeus.

• L’ITALIA SUL DUE (versione vecchia). C’erano una volta le storie a puntate dell’Italia sul Due: improbabili, buoniste, contornate da i commenti in stile ‘casa e chiesa’ di vallette e troiette varie.

Ps Aggiungo una nota critica sui requisiti fondamentali per una definizione di trash: ” I requisiti, è vero, sono 2, ma si autoescludono perchè nel caso 1 ci si pone un obiettivo, che è appunto quello di essere trash (es. lady gaga); nel caso 2 gli intenti possono essere addirittura contrari al risultato (es. moccia). in entrambi i casi si distinguono due sottocasi a seconda del tipo di prodotto finale, che può essere più o meno attraente (es. alex l’ariete ma anche holy generation e l’italia sul 2) oppure disprezzabile anche dai più accaniti fan del trash (es. barbara d’urso, grande fratello e tv spazzatura in genere, che ormai costituiscono la normalità nel palinsesto televisivo, altro che roba di nicchia)” C. B.

PPS L’antologia non aspetta altro che di essere ampliata.

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