Il coccodrillo che piangeva per davvero

Posted on 11 ottobre 2010 di

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Un coccodrillo sedeva in lacrime sulla riva di un fiume lontano. Tutti gli animali che passavano di là guardavano sospettosi al feroce predatore, tenendosi a gran distanza. Li si sentiva dire:

 – Oh, questa è bella.

 – Proprio bella.

– Un coccodrillo piangere, sbruffavano, c’è da stare allerta.

E passavano oltre. Oppure dicevan guardinghi:

– Il giorno che crederò alle lacrime d’un coccodrillo sarà il giorno buono che mi troverò bell’e mangiato.

Ma il coccodrillo piangeva davvero. E se ne stava a piangere e a tirare sul col naso, lasciato solo solo in riva al fiume.

Venne un giorno l’anitlope. E disse al coccodrillo:

– Coccodrillo, perché piangi?

– Antilope, prova un po’ te a non esser mai creduta. A incutere sempre paura, anche quando sei piú triste e sola.

– Io non mangio nessuno, coccodrillo, e paura non ne incuto.

– Capirai un giorno, quando l’erba del prato che mangi si leverà dal suolo al tuo passaggio. E tu pur cercavi solo un giaciglio per la notte. Allora capirai.

L’antilope se ne andò, e il coccodrillo riprese il suo pianto, ancor piú triste e amaro di prima.

Venne un giorno il facocero. E disse al coccodrillo:

– Coccodrillo, perché piangi?

– Facocero, prova un po’ te ad avere tutti contro. A passare per crudele, anche quando pur piú soffri.

– Coccodrillo, hai brutta fama. Tutti pensano: sta fingendo. Io invece che non piango mai, di problemi non ne ho.

– Capirai un giorno, quando sarai vecchio e solo come me. E tutti si diranno: non credere al facocero, non piange per davvero. Allora capirai.

Il facocero se ne andò, e il coccodrillo riprese il suo pianto, ancor piú triste e amaro di prima.

Infine venne la civetta. E disse al coccodrillo:

– Coccodrillo, perché piangi?

– Civetta, prova un po’ te a essere odiata e derisa, a esser lasciata giú, sola, sulla riva del fiume. Quando piango nessuno mi crede, e temono che io faccia loro del male.

– È per questo che piangi, coccodrillo?

– Tu non piangeresti?

– E tu piangi per davvero?

– Non lo vedi?

– E da quant’è che piangi, coccodrillo?

– Da sempre.

– E perché hai pianto, la prima volta?

– Civetta, prova un po’ te, a ess—

Ma la civetta lo interruppe.

– Come potevano odiarti, coccodrillo? Come potevan deriderti, come potevan lasciarti sulla riva del fiume e non crederti, se prima d’allora mai avevi pianto?

Ma il coccodrillo non smise di piangere. Allora la civetta gli si fece piú vicina.

– Allora, coccodrillo, perché piangi?

Ma il coccodrillo non rispose. Allora la civetta si fece ancora piú vicina.

– E dunque, coccodrillo, ora perché piangi?

Il coccodrillo rispose:

– Piango perché non so ricordare perché piango.

Allora la civetta se ne andò, e il coccodrillo riprese il suo pianto,  ancor piú triste e amaro di prima.

Emiliano Garonzi

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Posted in: Racconti