HOWL-L’URLO di Epstein & Friedman

Posted on 9 settembre 2010 di

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Povero Ginsberg. Un giorno qualcuno decise che era ora anche per lui di essere incastrato in qualche scialbo biopic, di quelli preconfezionati per le masse.
Peccato che a volte (e pure troppo spesso) non tutte le ciambelle riescono col buco. Lontano certo dall’essere un film commerciale, quest’opera senza senso e priva di godibilità alcuna per il pubblico, dura così poco che di Ginsberg resta solo un’immagine sfocata e scontata.
Il film si regge su tre momenti intrecciati continuamente tra di loro: il processo avvenuto a Ginsberg nel 1956 per le accuse d’oscenità lanciate contro il suo poema giovanile (L’urlo ovviamente), Ginsberg stesso (interpretato da un discreto James Franco) che si racconta lungamente a un giornalista nell’ombra, e infine le sue poesie accompagnate da delle animazioni davvero poco consone, simili spesso a quelle di un videogioco e che hanno poco o niente
a che fare col tema trattato.
Nel finale del film ovviamente vincono i progressisti sui “bacchettoni” e tutto si chiude all’improvviso dopo solo un’ora o poco più, lasciandoci addosso solo una sensazione di noia e irritazione.
I meriti di quest’opera inutile? L’aver rivalutato Allen Ginsberg, uno dei poeti più innovativi del Novecento e meno conosciuto dai giovani d’oggi,
assolutamente da riscoprire e spiegare a chi magari si avvicina per la prima volta alla cosidetta “beat generation” e alle forme di espressione “free-jazz”.
L’altro merito era la fantastica idea di accompagnare ai suoi versi visionari delle animazioni suggestive, qui però, come già detto sopra, rovinate dalle tecniche stilistiche contrastanti con l’atmosfera del film.
Per il resto, purtroppo è solo vuoto.

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Posted in: Cinema