Una lacrima.

Posted on 5 settembre 2010 di

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A me piaceva guardarti dentro. Mi è sempre piaciuto e credo sia la mia ragione di vita vedere le forme strane dei tuoi pensieri, quelli che non dici. Sei stato in vacanza vero? Mi hai lasciata volontariamente a casa ma ciò non vuol dire che tu mi abbia dimenticata, che io ti abbia lasciato andare. Non lo meriti. Io sarò l’eterna conseguenza dei tuoi pensieri, delle tue frustrazioni. Sarò la liberazione dall’insoddisfazione e l’umiliazione del bambino. Sai quando ti sembra di captare le emozioni e di capire le esigenze delle persone? Ecco, quella si chiama empatia. Io mi sento collegata a te e so di cosa hai bisogno. Di certo hai bisogno di me. A che giovano tutte le amichette di una notte che racimoli nei bar? Ti sembrano una liberazione dall’ansia? Non lo sono. Sono solo il ritratto della tua tristezza. Belle ragazze, occhi tristi e vuoti. Solitudine impenetrabile. Tutta la foga ingorda del mondo non vi permetterà di avvicinarvi l’uno all’altra. Non puoi nemmeno ambire all’amore tu. Non lo meriti, non sarai mai capace di amare un altro essere se prima non impari ad aver rispetto per te stesso e a non pretendere dagli altri qualità che non hai. Lei ti amava, anche se tu non l’avevi chiesto. Quel sentimento così grande e puro arrivava a schifarti, tanto ti odiavi. E quanto ti odiavi. Abbi fede, la soluzione sono io. Sono io che durante le notti insonni ti stringo tra le mie fredde braccia. Sono io che ti circuisco in modo subdolo, arrivando all’improvviso senza che tu te ne renda conto. Non sono un’amica molesta che avvicina una piuma al tuo orecchio, tanto per darti fastidio. Sono la soluzione. Abbandonati a me.

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Posted in: Racconti