Altro che Spirit o Furia, cavalli del West

Posted on 10 luglio 2010 di

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(Primo contributo esterno. Grazie Cice.)

Sventolo la bandiera di chi si arrende.
Bianca come la neve,
lucida fatta di seta.
E sul cuore alle altre si aggiunge un’altra crepa.

Ogni uomo è libero da tutti e al tempo stesso ne è schiavo.
Io riesco a trovarmi gli spiriti liberi,
che riescono nel sano egoismo,
che scappano quando io ne ho bisogno.
E’ un’indole, credo.
E’ una persecuzione, temo.

[Si ricerca nel proprio uomo ciò che è stato il proprio padre,
e allo stesso tempo ciò in cui è mancato il padre.
I genitori.
La violenza, passiva e non, più grande.
Quella che subiamo più di ogni altra cosa.]

E corrono i cavalli lungo la radura,
non si guardan le spalle, di me non voglion aver cura.
Sciolgono le trecce al vento,
sbattono gli occhi a mille e vivono fuori tempo.
I crini persi lungo lo steccato,
i salti mancati, il vino e il fiato.

La trincea non mi difende,
le porte spalancate, via dagli occhi le bende.
Non c’è nulla di nuovo da vedere,
non c’è posto in questo cuore, a sedere.

E aspettando i Godot e i mulini a vento,
a testa in giù, al soffitto il mento,
con le mie lance stanche di pungere e trafiggere,
lascio che le giornate passino a scorrere.

Inseguo i volti che mai si girano,
seguo i ricordi, le rabbie che adirano.
E a lenire le ferite, non mie ma di te,
c’è la mia lingua che porto sempre con me

La Cice

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Posted in: Poesie